Terroirista o Terrorista? (di Arianna Porcelli Safonov)

E’ tempo di letture, e di riletture. Questa di Arianna merita di essere riproposta: il vignaiolo Robin Hood o il vignaiolo frate?

“La parola naturale richiama concetti troppo complicati per l’uomo contemporaneo dunque mi riesce difficile ammettere che aumentino i vignaioli selvaggi e contemporaneamente diminuiscano le vocazioni perché entrambe si chiamano le professioni: che tu sia vignaiolo o frate.”

madamepipì

Ho individuato due modelli di vita perfetti per il vignaiolo.

Robin Hood e un frate.

Il primo, Robin Hood: un figo vestito di verde coi capelli al vento e l’arco sulle spalle ma soprattutto, fuorilegge.

Se si decide di fare vini naturali, la cantina dovrebbe essere a norma ok, ma che palle col pavimento in piastrella lavabile, le vasche disinfettate dalla versione rumena di Mastro Lindo e la sala degustazioni che sembra la boutique di Bulgari.

Perché avere l’azienda a norma se la norma non ci corrisponde?

Se la legge consente lieviti, enzimi, tannini, gomma arabica, Malgioglio e il black friday bisognerebbe star fuori dalla legge.

Anzi, bisognerebbe farsi da soli una legge più onesta e le tavolette di metabisolfito di sodio metterle nella vasca da bagno nelle case dei signori che quelle tavolette le hanno previste per legge.

I signori profumati che non amano il vino che puzza.

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